Kinesiotaping nel trattamento dell’instabilità di spalla in fase acuta e cronica

  • 20 giugno 2016
lussazione spalla fisioterapista pesaro

Il Kinesiotaping o Taping NeuroMuscolare è un sistema terapeutico oramai di largo utilizzo in riabilitazione; è una tecnica non invasiva e non farmacologica che, sfruttando le caratteristiche meccano-elastiche del tape, offre una stimolazione biomeccanica in grado di favorire il metabolismo cellulare, facilitare o inibire la funzionalità muscolare e normalizzare la propiocezione neuromuscolare. Negli ultimi anni questa metodica ha raggiunto importanti risultati nella riabilitazione ortopedica postchirurgica e nella riabilitazione neurologica della spalla e non solo.

Obiettivo di questo breve approfondimento è valutare come questa tecnica innovativa possa essere integrata in un processo di riabilitazione e gestione dell’instabilità di spalla, una patologia tipica di soggetti che hanno subito una lussazione (o sublussazione) di spalla e di atleti praticanti sport overhead (pallavolo, baseball, tennis, nuoto…).

Per prima cosa è fondamentale fornire delle basi anatomiche riguardo l’articolazione di spalla, e fornire alcuni cenni fisiopatologici ed eziologici riguardo la patologia.

Anatomia e fisiologia
L’articolazione della spalla è un’articolazione assolutamente particolare rispetto alle altre dello scheletro umano, la testa omerale, di forma sferica, è infatti contenuta solo in parte all’interno della glena scapolare, una superficie verticale e solo leggermente concava, rinforzata esternamente dal cercine glenoideo (fig.1); la scarsa capacità contenitiva della glena unita alla lassità dei legamenti, stabilizzatori passivi dell’articolazione, permette un’ampia escursione articolare, nei 3 piani dello spazio.

fig.1

Fig.1 – articolazione scapolo omerale.

Al contempo le caratteristiche che rendono l’articolazione così mobile sono le stesse che la rendono la più instabile dello scheletro umano; infatti, il compito della stabilizzazione in fase dinamica (o attiva) è affidato quasi esclusivamente ai muscoli della cuffia dei rotatori, che esplicano il loro ruolo generando un vettore di compressione sulla glena, attraverso l’azione dei rispettivi tendini, impedendo così la lussazione della spalla, definita come la perdita di rapporti articolari con fuoriuscita della testa dell’omero dalla sua sede anatomica, la glena scapolare.
La lussazione di spalla interessa (indistintamente) qualsiasi persona soggetta ad un trauma (caduta accidentale, movimento violento di abduzione ed extrarotazione), indipendentemente dall’età, dal sesso e dall’attività professionale; questo evento si manifesta di solito in seguito ad un trauma con il braccio al di sopra del livello delle spalle nella lussazione anteriore ed al disotto, in compressione diretta, nella lussazione posteriore.

Fisiopatologia ed eziologia
La lussazione traumatica rappresenta la prima causa di instabilità di spalla, definita come la condizione patologica che si manifesta con dolore associato ad un eccessivo spostamento della testa omerale nella glena scapolare durante il movimento attivo della spalla (fig.2).

Fig. 2 – La direzione dell’instabilità traumatica è anteriore in circa il 95% dei casi.

Prima di approfondire l’argomento è fondamentale distinguere il termine “instabilità” dal concetto di “lassità” di spalla; la lassità infatti è rappresentata da una passiva traslazione della testa omerale nella glenoide che non si associa a dolore, è presente in vario grado in una spalla normale, è asintomatica ed è richiesta per consentire un fisiologico movimento gleno-omerale senza restrizioni, pur rappresentando un fattore di rischio per l’insorgenza di un’instabilità clinica.
È importante distinguere tre principali categorie di pazienti affetti dal disturbo:

1. pazienti instabili per cause traumatiche (T.U.B.S.);
2. pazienti generalmente lassi con instabilità multidirezionale (A.M.B.R.I.);
3. pazienti con instabilità acquisita conseguente a gesti sportivi ripetuti (A.I.O.S.);

Prima di impostare l’iter riabilitativo è quindi indispensabile che il terapista conosca a quale gruppo appartiene il paziente che sta curando. Il trattamento riabilitativo conservativo o post-chirurgico deve tenere in considerazione le differenti cause d’instabilità al fine di strutturare il percorso più opportuno.
I pazienti instabili per cause traumatiche (T.U.B.S) rappresentano circa il 90% della casistica, come accennato in precedenza frequentemente questa instabilità colpisce soggetti giovani, che praticano l’attività sportiva.
La direzione dell’instabilità traumatica è anteriore in circa il 95% dei casi, posteriore nel 4% e inferiore nel restante 1%.

Fig.3 – esame radiografico di lussazione gleno-omerale anteroinferiore

Fig.3 – esame radiografico di lussazione gleno-omerale anteroinferiore

Riabilitazione
In seguito all’evento traumatico il primo obiettivo da porsi è quello di diminuire il rischio di recidive; questo in primis può avvenire attraverso un rinforzo muscolare, in particolare della cuffia dei rotatori. Nella maggior parte dei casi l’instabilità è anteriore, di conseguenza il rinforzo deve essere mirato ai muscoli Sottoscapolare, Deltoide e Capo Lungo del Bicipite, appunto i muscoli che vanno a comporre il muro anteriore.
Il recupero del Range articolare (ROM) non è di minore interesse, anche se un rapido recupero dell’articolarità non sempre è un buon segno, poiché è sintomo di una bassa cicatrizzazione, e di conseguenza di un alto rischio di recidive.

L’applicazione del kinesiotape può rendersi necessaria in condizioni opposte: sia durante la riabilitazione e il recupero sia durante l’attività fisica, nel caso di un paziente sportivo.

Il Kinesiotape risulta così prezioso nelle diverse fasi del progetto riabilitativo; durante la fase acuta, infatti l’applicazione in modalità drenante (fig.4 ) permette di migliorare la circolazione sanguigna e dei fluidi corporei, permettendo allo stesso tempo un drenaggio linfatico; contemporaneamente ha la funzione di ridurre la fase infiammatoria, diminuendo il dolore a livello cutaneo e muscolare.

Fig.4 – applicazione durante la fase acuta, linfodrenante, la tensione del nastro è minore del 20%, il taglio utilizzato è a ventaglio.

L’applicazione con tecnica di correzione funzionale, permette di correggere i disallineamenti a livello articolare, causati da accorciamenti muscolari e spasmi degli stessi muscoli, normalizzandone il tono, agendo così anche a livello fasciale (fig. 5).

Fig. 5 – per l’applicazione in modalità correttiva si utilizza una tensione maggiore (50-75%), con striscia ad I.

Fig. 5 – per l’applicazione in modalità correttiva si utilizza una tensione maggiore (50-75%), con striscia ad I.

Questi due tipi di applicazioni del nastro quindi permettono sia di trattare la sintomatologia algica nelle prime fasi, sia di mantenere la corretta clearance articolare, mantenendo gli allineamenti dell’articolazione scapolo-omerale; il terzo tipo di applicazione è consigliato per un paziente affetto da instabilità di spalla che intende approcciarsi nuovamente all’attività sportiva.
In primo luogo l’applicazione del nastro è mirata a garantire il sostegno muscolare migliorando la contrazione dei muscoli indeboliti, riducendone così l’affaticamento; allo stesso tempo aumentando leggermente la tensione del tape è possibile ridurre e controllare l’eccessiva estensione e contrazione del muscolo.
Oltre alla funzione di sostegno questa applicazione permette la correzione dei problemi articolari e tendinei; durante l’attività fisica, infatti, tende a migliorare i disallineamenti causati da retrazioni e spasmi muscolari (fig. 6).

Fig. 6 – le diverse fasi che permettono il sostegno e la correzione funzionale, durante l’attività fisica; anche in questo caso la tensione è alta (50-75%), e si cerca di deprimere la testa omerale, e offrire un sostegno alla muscolatura della cuffia e in particolare del “muro anteriore.

Complessivamente questa applicazione permette quindi il sostegno non solo muscolare, ma anche articolare, tendineo ed osseo, post-trauma, consentendo così al distretto corporeo di “lavorare” globalmente nella maniera corretta durante l’attività fisica, alleviando il dolore ed evitando i rischi di recidive ed ulteriori traumi.

Fisioterapista Pesaro offre trattamenti riabilitativi per l’instabilità di spalla, nella fase acuta e post-acuta, propedeutici al ritorno all’attività sportiva o semplicemente alla vita di tutti i giorni; vieni a scoprire le funzionalità e i vantaggi che offre il Kinesiotaping, un metodo rivoluzionario, efficace e versatile, fondamentale all’interno di un progetto riabilitativo vincente.

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